I servizi educativi per l’infanzia
Alla scoperta dei servizi educativi a sostegno di bambini e famiglie
Quotidianamente le famiglie si trovano a dover fare i conti con il futuro e a volte il rientro a lavoro dopo la nascita del proprio bambino o bambina comporta la decisione di scegliere a chi affidare il proprio bene più prezioso. È ormai nota l’importanza dei primi anni di vita del bambino e di come le esperienze vissute siano determinanti per la sua crescita e il suo sviluppo. Daniele Novara parla, in tal senso, di “educazione ricevuta”: con essa si fa riferimento a quell’educazione di cui l’individuo sembra non aver ricordo, avvenuta nei primi sei anni di vita, un periodo fondamentale per la sua capacità di assorbimento e ricettività.
È durante questi anni che avvengono le prime grandi conquiste. Da un punto di vista educativo questi sono anni importanti e cruciali per lo sviluppo dell’individuo.
Servizi educativi per l’infanzia: una richiesta in crescita
Se fino a qualche decennio fa spesso ci si appoggiava ai nonni o, al massimo, alla baby-sitter, la scelta di rivolgersi ad un servizio educativo per la prima infanzia sta diventando sempre più frequente in Italia, questo a sottolineare come la cultura attorno ai servizi educativi per la prima infanzia sia in costante crescita, complice anche le nuove leggi nate a partire dagli anni ’90: la legge 285/1997 ha introdotto la definizione di “servizi socio-educativi per la prima infanzia”; la legge 448/2001 ha istituito il fondo nazionale per gli asili nido, definendoli strutture finalizzate alla formazione e alla socializzazione dei bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni.
Asilo nido, una cultura recente in Italia
Il report Istat “Nidi e Servizi Educativi per l’infanzia. Stato dell’arte, criticità e sviluppi del sistema educativo integrato 0-6” di gennaio 2020 riporta come il tasso di iscrizione al nido, in Italia, nell’arco di poco più di un decennio sia cresciuto in maniera sensibile: dal 2008 al 2019 si registrerebbe un incremento di iscrizioni a tali servizi educativi pari al 25%.
Un ulteriore dato riguarda l’abbassamento dell’età media dei bambini iscritti, che rappresenterebbe un ulteriore segnale di allargamento della “cultura” del nido che mette in luce il potenziale mutamento culturale nei modelli di cura familiari, e la conseguente attribuzione ai servizi educativi per la prima infanzia un ruolo importante per lo sviluppo educativo dei bambini in età prescolare. Il tasso di iscrizione alla scuola dell’infanzia è esteso all’89,9% della popolazione di età compresa tra i 3 e 5 anni, a sottolineare come tale servizio sia entrato a far parte della cultura educativa e pedagogica italiana.
Obiettivi e metodi dei servizi educativi per l’infanzia
I servizi educativi per l’infanzia corrispondono a luoghi progettati e sviluppati per i bambini e le loro famiglie. All’interno, è possibile individuare dei contesti, dei tempi e delle figure professionali che promuovono una vera e propria cultura educativa consapevole e riflessiva, costruita sulla base di teorie pedagogiche che ne caratterizzano e differenziano il servizio. I servizi educativi per la prima infanzia rispondono ai bisogni di socializzazione, sperimentazione, autonomia e cura dei bambini, avendo come focus principale il loro sviluppo a 360°, per far fiorire liberamente l’individualità e il talento.
Inoltre, ricerche pedagogiche e psicologiche sull’infanzia hanno rilevato e documentato l’importanza del gruppo dei pari per lo sviluppo, e addirittura di come si possa parlare di una cultura dei pari e cultura dell’infanzia (Corsaro, 1997). Il confronto con gli altri, la sperimentazione e scoperta dei limiti, la gestione dei conflitti e dell’emotività connessa, l’apprendimento collaborativo, il superamento dell’egocentrismo, la progettualità e la capacità di sostare sul compito, sono tutte conquiste, favorite e rese possibili dalle interazioni regolari con i pari (Dunn, 2004). E solo i servizi per l’infanzia possono permettere il verificarsi di tali condizioni, permettendo al bambino di sperimentare e sperimentarsi nella relazione con i pari all’interno di un contesto protetto e di una cornice di senso data dall’adulto (Mantovani et al. 1999).
L’asilo nido alleato di bambini e famiglie
I servizi educativi si rivolgono non sono al bambino ma sostengono l’intero sistema familiare. Si caratterizzano quindi come dei validi partner per i genitori (ma non solo), i quali, in particolare negli ultimi decenni, stanno vivendo un vero e proprio ridimensionamento e riposizionamento del loro ruolo: la cultura educativa dalla quale essi stessi sono permeati sembra non fornire spunto ed essere da supporto in una società mutevole e liquida come quella odierna (Attinà, 2018; Formenti, 2008; Catarsi, 2006; Cambi, 2006). L’asilo nido si pone allora come interlocutore privilegiato per le famiglie, rispondendo alla necessità di confrontarsi e condividere le responsabilità non solo con chi è professionalmente preparato, ma anche con gli altri genitori per avere insieme una visione condivisa dell’infanzia.
Risulta importante, quindi, aver cura, considerando tutte le implicazioni emotive, di sviluppo della personalità e dell’autostima implicate nei primi anni di vita dei bambini e delle bambine. Affidarsi a un servizio educativo per la prima infanzia di qualità significa quindi cercare e trovare un partner, un alleato con cui condividere i primi anni di vita dei più piccoli, avendo come obiettivo comune quello di fornirgli la migliore opportunità di crescita.
Martina Borsatti – Educatrice Scuola dell’Infanzia BusyBees Italia

