Essere genitori durante l’ambientamento

L’ingresso in un servizio per la prima infanzia rappresenta un evento molto delicato che richiama con sé molteplici dinamiche che incidono sui primi anni di vita del bambino e del sistema familiare. Esso, inoltre, potrebbe coincidere con la prima esperienza in un contesto extra-familiare, fatto da nuovi spazi, nuovi bambini e  figure adulte e prevede, inoltre, la condivisione delle responsabilità educative. Tale ingresso viene denominato, nella nostra tradizione pedagogia,  inserimento o, più recentemente,  ambientamento.

Se spesso questi due termini sono utilizzati come sinonimi, Busy Bees Italia sostiene quel filone di ricerca che li pone, in realtà, come nettamente differenti: se per inserimento si intende l’inclusione di un nuovo elemento all’interno di un sistema già predisposto e costruito a priori, il termine ambientamento vuole al contrario sottolineare la prospettiva ecologica del processo in atto. Un sistema, quello formato dal bambino e della sua famiglia che entra in relazione con un altro sistema, quello costituito dal contesto educativo, che sinergicamente si incontrano, si adattano e variano l’uno in funzione dell’altro. L’ambientamento è un evento complesso, nel quale tutti gli attori sono chiamati a partecipare attivamente.

Questo evento mette in gioco il sistema familiare in generale, il sistema genitoriale in particolare: il confronto con le strutture educative apre alla riflessione rispetto a temi educativi complessi, alcuni legati alla propria immagine di genitore, dell’idea di ruolo genitoriale, a stili educativi, valori e culture dell’infanzia differenti. Essere genitori è un ruolo impegnativo, che spesso porta a dimenticare di essere in primo luogo persone (Bove, 2012). Quando si diventa genitori ci si trova immersi all’interno di una rete che sottende standard prestazionali del “genitore ideale”, che non commette errori, competente e indifferente ai propri bisogni, che spesso potrebbe indurre a situazioni stressanti e demotivanti, derivanti proprio dal non raggiungere mai quei canoni di perfezione non autentici e lontani dalla realtà.

I servizi educativi per la prima infanzia dovrebbero essere sensibili anche a questo tema così delicato, ancor di più e soprattutto durante l’ambientamento, da sempre riconosciuto come un momento molto complesso di costruzione del legame di fiducia e collaborazione con le famiglie. Noi di Busy Bees Italia siamo molto sensibili al tema della genitorialità e cerchiamo di offrire alle nostre famiglie numerosi momenti di condivisione fin dai primi giorni di frequentazione del servizio educativo, in cui i genitori possono incontrarsi, scambiare esperienze e punti di vista legati all’educazione del proprio figlio con la presenza di figure educative in grado di far emergere le culture familiari e i modelli educativi latenti: è frequente che emergano dubbi, preoccupazioni, nonché il bisogno di essere rassicurati rispetto all’andamento dell’ambientamento stesso.

Tali temi, riesaminati e interpretati in modo da fornire nuove modalità per rileggere la relazione tra adulti e bambini, hanno lo scopo di costruire un sapere condiviso: «in un certo modo l’educazione e la cura diventano quindi una questione sociale e non del singolo, i servizi diventano punti di riferimento, che si occupano di rispondere ai bisogni di bambini e genitori» (Catarsi & Fortunati, 2004, p. 57, 58).

Il presupposto è quello di creare un ambiente non giudicante in cui viene restituita la complessità dell’essere genitore oggi, legittimando il senso di disorientamento e di inadeguatezza, avendo come fine l’empowerment dei genitori stessi. In questi nostri incontri, gli esperti, ovvero l’educatore, il coordinatore e il pedagogista, si pongono in modalità non giudicante, astenendosi quindi dal prescrivere modalità preconfezionate, e in una posizione di ascolto attivo. In questo modo viene alimentato il libero circolare dei pensieri, volto al raggiungimento di una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti. È questo l’approccio maieutico di cui ci facciamo portavoce: l’obiettivo è che ciascun nucleo familiare si senta competente, rintracciando quelle modalità educative più sostenibili per ciascuno in un circolo virtuoso di crescita e assunzione di responsabilità genitoriale costruendo, a partire dall’ambientamento, una comunità educativa.

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