Come rendere autonomi i bambini

l’autonomia di ogni bambino

 

Spesso sentiamo dire da pedagogisti e educatori che è importante fin dai primi anni  rendere i bambini autonomi e, a volte, ci sembra impossibile che ciò possa accadere.  spesso non capiamo il senso di non poter accudire e aiutare i nostri figli nelle loro attività anche più semplici.

L’esigenza di autonomia

C’è un significato importante che muove la richiesta, o meglio, l’esigenza dei bambini di essere autonomi; un bambino non autonomo che non sa fare da solo è un bambino che ha paura di assumere responsabilità anche semplici (metto i pantaloni lunghi o corti?) e da adulto tenderà a delegare agli altri decisioni che riguarderanno anche se stesso o a dipendere dalle scelte degli altri diventando facilmente condizionabile. Inoltre, un bambino che non ha mai la possibilità di sbagliare svilupperà paure, insicurezze e forme depressive.

Gli strumenti per “fare da solo”

Quando i genitori devono iniziare a “staccarsi” dal proprio figlio? Non c’è un tempo prestabilito, ma è un processo che si attiva dalla primissima infanzia dove, piano piano, i genitori danno strumenti al proprio bambino per poter fare da solo e lo lasciano andare. Un classico esempio è quello del biberon: molti genitori pensano che il proprio figlio non sia in grado di bere da solo dalla tazza e quindi propongono in continuazione il biberon senza dare al bambino neanche la possibilità di provare; è evidente che le prime volte farà fatica e si sporcherà, ma se la mamma e il papà lo incoraggeranno e lo metteranno nella condizione di poter riprova tutte le volte che sarà necessario, riuscirà a bere il suo latte dalla tazza in modo autonomo.

La conoscenza del mondo

È naturale che il bambino, soprattutto nei primi anni di vita, cerchi l’adulto per essere accudito, ma poi impara a fare tante cose da solo e comprende che i genitori gli sono comunque vicino e acquisisce la sicurezza per muoversi nello spazio intorno a sé in autonomia. Questo gli permette di esplorare le proprie curiosità e trovare spunto da ciò che incontra il suo sguardo per attivarsi nella conoscenza del mondo. In questa fase il ruolo dei genitori rimane fondamentale nel cogliere gli spunti di intraprendenza del bambino lasciandolo libero e incentivano la sua richiesta di autonomia anche se non sempre è facile abbandonare l’idea di sentirsi indispensabili per i propri figli. Purtroppo, però i bambini “serviti” si adagiano, perdono l’iniziativa e pensano di non essere capaci; la stessa Montessori diceva “Servire un bambino vuol dire soffocare le sue capacità; insegnare a mangiare e a vestirsi è un lavoro ben più difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo”.

I mattoncini dell’autostima

Cosa possiamo fare allora per aiutare i bambini a sperimentare piccoli momenti di libertà per scoprire e percepire le risorse personali? Come aiutarli a mettere piccoli mattoncini di autostima e fiducia in sé stessi sul loro cammino oltre a stimolare l’intelligenza? È un processo che richiede pazienza e fiducia e deve necessariamente rispettare i tempi dei bambini. Prima di tutto è importante

Diamo fiducia, indizi e non soluzioni

Dare fiducia: non serve seguirli passo passo; i bambini devono potersi muovere liberamente perché troppi avvertimenti (non correre, stai attento, non sudare, non urlare) li scoraggiano e li riempiono di paure. È importanteiniziare con piccole cose: coinvolgerli attraverso il gioco e lo stare insieme partendo da quello che noi adulti sappiamo che loro sanno fare senza forzarli quando non se la sentono. Partiamo mettendo in evidenza i talenti e non i difetti. Per essere autonomi i bambini hanno bisogno di sentirsi bravi e capaci in quello che fanno almeno all’inizio. Altro passo importante è nonsostituirsia loro: se non riescono a fare qualcosa al primo tentativo diamogli la possibilità di trovare il modo, diamo loro indizi e non soluzioni. Aiutiamoli a superare le difficoltà piuttosto che fargliele evitare. Per esempio, non diciamo “non correre”, ma “stai attento a dove metti i piedi”. Motiviamoli sempre: senza utilizzare il ricatto, ma stimoliamoli a dare il massimo in base alle loro capacità. Per esempio, facciamoci aiutare in piccole faccende domestiche così li responsabilizziamo versi i loro doveri abituandoli e prendere delle decisioni entro limiti decisi da noi adulti. Complimentiamocicon loro anche per i successi più piccoli non dando mai nulla per scontato parlando bene di loro davanti anche ad altre persone. Infine, un aspettofondamentale, aiutiamoli a tollerare la frustrazionefacendogliela comunque vivere; sproniamoli e rinforziamoli a provare comprendendo la loro fatica, ma senza togliendogliela perché solo affrontandola impareranno a gestire qualsiasi situazione e a far emergere le risorse per andare avanti…. Solo così diventeranno bambini davvero autonomi e adulti sicuri.

 

Annalisa Romanò – Pedagogista Busy Bees Italia